Antica strada Valeriana - Fabio Calzeroni Photogralover

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Antica strada Valeriana

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DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Sin dall'antichità, l'Antica Strada Valeriana rappresentava l'unico modo per raggiungere la Valcamonica via terra dal settore bresciano. Un predominio che durò fino alla metà dell'800 quando, con l'aumento del commercio tra le diverse comunità, si decise di costruire il tratto di litoranea da Marone a Pisogne, sulle pendici della Corna Trentapassi (ora adibita a pista ciclo-pedonale). Oggi, grazie ad un attento lavoro di recupero da parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano, è possibile ripercorrere il tratto tra Pilzone d'Iseo e Pisogne lungo le stesse rotte di merci, persone e pastori che guidavano gli armenti durante la transumanza.
L'Antica Strada Valeriana offre i suoi spettacolari paesaggi a tutti coloro che amano immergersi in una natura incontaminata e davvero eterogenea; un viaggio dalla doppia anima, un percorso di contrasti ed emozioni. Si è sospesi tra l'acqua del lago e le aride cime delle Prealpi calcaree. Si cammina tra la vegetazione mediterranea rivierasca con ulivi, viti, fichi d'India e tra castagni secolari, abeti, agrifogli sulle pendici del Gölem (Monte Guglielmo). Si attraversano borghi antichi ma anche nuovi insediamenti, tra la frequentata riviera e i pascoli della montagna. Lungo il percorso, oltre alle bellezze di tipo storicoarchitettonico costituite dalle numerose chiese, pievi campestri, borghi rurali, si possono ammirare le meraviglie naturali presenti, i segni delle glaciazioni e la vegetazione caratteristica. Da Pilzone d'Iseo a Massenzano ed oltre si cammina su depositi morenici delle cerchie interne della glaciazione würmiana, l'ultima in senso cronologico. Le pietre di costruzione, utilizzate per muri ed abitazioni antiche, sono quelle portate dal ghiacciaio dell'Oglio e qui depositate. Si possono riconoscere la bianca e nera tonalite del massiccio Adamellino, i grigi calcari della mediaValcamonica, le filladi e i luccicanti micascisti della vicina Val Palot o del più lontano Pian della Regina in Val Saviore o, ancora, il colore rossastro del verrucano lombardo, roccia arenaria che costituisce, ad esempio, l'ossatura del Monte Fra alle spalle di Darfo- Boario. Più avanti, in località Cislano, fanno sfoggio di sé le curiose “Piramidi”, Riserva Naturale Regionale, incastonate tra le dolomitiche Corna Trentapassi, Punta Cunicolo e Monte Pura. In Val Vandul i pecci ed i larici crescono tra gli affioramenti di arenaria. Oltre il Passo Croce di Zone si tornano a calpestare le cerchie moreniche più elevate, per concludere tra le ricchezze culturali ed artistiche di Pisogne, alle soglie della Valcamonica
Trekking effettuato il 09.04.2017
GALLERIA FOTOGRAFICA
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